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CHI PUÒ E CHI NON PUÒ

QUANTO COSTA STUDIARE IN REPUBBLICA

In data 9 gennaio 2017, una nota stampa dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino riporta che “Il consuntivo dell’esercizio 2015 […] presenta un avanzo di oltre 137.000 euro, che si somma ad avanzi consolidati di esercizi pregressi per oltre 1.250.000 euro”. La notizia è commentata via social media dal consigliere di Sinistra Socialista Democratica Giuseppe Maria Morganti, il quale ha ricoperto l’incarico di Segretario di Stato all’Istruzione fino al dicembre scorso. Costui, il 10 gennaio, ha elogiato l’attuale gestione affermando che il risultato d’esercizio è dovuto al modo oculato di gestione e all’incremento del numero degli studenti”.

Il numero di iscrizioni presso la scuola diretta dal Rettore Corrado Petrocelli, infatti, sta lievitando: nell’anno accademico 2014/2015 le matricole risultavano essere 144, mentre in quello attualmente in corso le nuove leve sono state ben 272. San Marino RTV, che ha diffuso questi dati il 16 novembre scorso, gioisce: “sfiorato il raddoppio”. Anche in quella data, non sono mancate le esultanze dell’allora Segretario di Stato:La nostra Università è un prezioso gioiello che abbiamo ereditato dal passato e restituiamo al futuro potenziato in termini di contenuti, professionalità, ricerca, rapporti col territorio, le imprese e le istituzioni”. Morganti, sempre ai microfoni delle Televisione di Stato, prosegue ricordando che Sono obiettivi ottenuti grazie alla riforma che ha reso il nostro Ateneo comparabile a quelli europei, oltre che a una governance in grado di gestire l’ente in piena autonomia”.

A partire dalle scorse settimane, sono stato raggiunto dalle segnalazioni di alcuni studenti del locale ateneo che, impermeabili alle auto-celebrazioni dei governanti, hanno ravvisato nei costi di iscrizione – e specialmente nella loro gestione – l’esistenza di alcune anomalie, da qualcuno definite come “ingiustizie sociali”.

Nel primo articolo del Decreto Rettorale numero 10 datato 23 marzo 2016, si legge che l’importo dell’iscrizione all’Università di San Marinoè indipendente dall’ammontare del reddito e dalla posizione dello studente (in corso, ripetente e fuori corso)”. A differenza di buona parte degli atenei italiani, quindi, la retta da versare non è proporzionata né al rendimento scolastico, né al reddito degli studenti o della sua famiglia.

Attualmente, l’università di Petrocelli ha quattro corsi di laurea triennale attivi: Ingegneria Gestionale, Disegno Industriale, Ingegneria Civile e Costruzioni e Gestione del Territorio; il primo è in collaborazione con l’Università di Parma, il secondo con lo IUAV di Venezia, mentre gli ultimi due con l’ateneo di Modena e Reggio Emilia.

Confrontando l’importo della retta delle tre realtà italiane con quella sammarinese, si evidenziano asimmetrie che giocano tutte a sfavore dell’ateneo bianco-azzurro.

La Facoltà di Ingegneria Gestionale presso San Marino richiede, per l’iscrizione alla triennale, 2.500 € da saldare in 3 rate. Il medesimo corso, presso l’ateneo di Parma, invece, ha un costo variabile a seconda delle 24 fasce di ISEEU (uno strumento che tiene conto del reddito, del patrimonio, della numerosità e tipologia del nucleo familiare dello studente) in cui l’aspirante alunno si trova: la prima prevede il pagamento in unica soluzione di 156.00 €, mentre a chi rientra nella ventiquattresima – la più alta – sono richiesti 1.738,00 € in due rate.

Il corso triennale di Disegno Industriale (Design) a San Marino costa 2.800 € , sempre in tre soluzioni. Iscriversi alla stessa facoltà presso lo IUAV di Venezia, invece, prevede il versamento di 2.557,00 € ; tale cifra, inoltre, è da considerarsi quella massima, poiché anche presso l’istituto veneziano vige il principio di proporzionalità fra la situazione economica dello studente e il prezzo della retta.

Studiare Ingegneria Civile in Repubblica prevede – sempre per il corso di tre anni – il pagamento di una tassa di 2.000 € in 3 soluzioni; lo stesso vale per la laurea in Costruzioni e Gestione del Territorio. L’iscrizione agli stessi corsi dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia ha un prezzo che varia fra i 662,26 € per la fascia ISEE più bassa e i 1794,50 € per la più alta.

Questa comparazione evidenzia come l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino sia un percorso di studi relativamente oneroso, se paragonata alle realtà italiane con le quali collabora. Inoltre, a San Marino non si considera alcun indicatore del reddito per la formulazione dell’importo della tassa di iscrizione; ad esempio, lo studente proveniente da una famiglia monoreddito, il cui padre lavora in fabbrica, è tenuto al pagamento di una retta uguale al figlio dell’industriale datore di lavoro del suo genitore.

L’istruzione, in particolare quella superiore ed universitaria, può essere il principale strumento atto a favorire la mobilità sociale e l’eguaglianza; ciò accade se il “campo da gioco” viene, per così dire, livellato. Come? Creando vie agevolate per tutti quelli che provengono da situazioni economiche svantaggiate. All’Università degli Studi della Repubblica di San Marino pare che questo non accada: perché?

Questo interrogativo, per ora, non trova risposte. Ci limitiamo quindi a prender atto che, ancora una volta, anche nella formazione scolastica – dell’Antica Terra della Libertà – c’è chi può e chi non può.


© Fotografia: University | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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