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CINQUE ANNI SENZA MUSICA

IL MANCATO RESTAURO DELL’ISTITUTO MUSICALE SAMMARINESE

Dall’anno scolastico 2011/2012 la storica sede dell’Istituto Musicale Sammarinese a Borgo Maggiore è stata chiusa per la ristrutturazione dell’edificio d’epoca che, nonostante l’aspetto raffinato ed austero, versa in grave degrado.

Nel frattempo, da ormai un lustro, l’attività didattica si è trasferita presso la Scuola Secondaria Superiore che ha messo a disposizione dell’Istituto Musicale le aule in orario pomeridiano. L’amministrazione è ospitata dalle scuole elementari del Castello di Città e i corsi per bambini di Musicagiocando si svolgono in una sala affittata dall’Istituto a Borgo Maggiore. Questa situazione sta tuttora comportando grosse difficoltà organizzative e logistiche. La programmazione di tutte le lezioni è vincolata alla disponibilità di ambienti non appartenenti all’Istituto Musicale; il materiale didattico e gli strumenti sono infatti distribuiti in diverse sedi.

I lavori veri e propri di restauro, tuttavia, non sono mai iniziati realmente, eccetto l’installazione delle impalcature metalliche. Tale “gabbia”, ormai anch’essa malandata, sottolinea – ancor di più – il perdurante stato di abbandono che affligge l’unica scuola di musica del Paese. Un tempo frequentatissimo, oggi lo stabile è avvolto da un’atmosfera cupa e spettrale.

Se la facciata principale non è ammirevole, la parte retrostante è ridotta in condizioni ben peggiori: cumuli di materiale edile, sporcizia ed incuria dominano il giardino. Per lasciar posto al cantiere – avviato poi interrotto – sono stati rimossi i giochi per bambini, mentre il caratteristico salice piangente è stato invece abbattuto. Questo spazio attualmente deturpato e trascurato, occorre ricordarlo, era l’area verde più ampia nel centro storico borghigiano. Eppure, la zona antica di Borgo Maggiore – unitamente a quella di San Marino Città – è stata iscritta nella prestigiosa lista dei siti Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 2008.

In virtù dell’alta visibilità e centralità cui gode la costruzione, è quindi lecito domandarsi quali ragioni abbiano impedito il restauro dell’immobile di pregio. A tal proposito, vennero presentate due diverse interpellanze parlamentari nelle quali si chiedevano chiarimenti circa lo svolgimento dei lavori presso l’Istituto, rispettivamente nel 2013 e nel 2014. Ad entrambe l’allora governo in carica rispose formalmente, adducendo vari “problemi tecnici e burocratici” nonché un imprevisto“aumento di spesa”.

La vicenda riguardante la mancata ristrutturazione – seppur intricata e travagliata – è effettivamente degna di nota; ne si ripercorreranno, pertanto, le fasi salienti.

I lavori sono sospesi dal 26 agosto 2013, quando erano sorti inconvenienti legati alla contiguità dell’Istituto Musicale con una proprietà privata, successivamente risolti. In seguito, si è resa necessaria anche una bonifica di amianto all’interno dell’edificio, che era stato rinvenuto solo in una fase successiva all’avvio dei lavori.

Inoltre il progetto iniziale prevedeva, oltre al restauro, anche un piccolo auditorium e un collegamento con il vicino teatro Concordia; tale ipotesi non era stata definita prima dell’appalto, né teoricamente né a livello economico. Durante la progettazione esecutiva ci si è però resi conto che questa realizzazione avrebbe comportato un aumento di spesa (quasi 1.500.000 €) e ingenti difficoltà nel costruire dovute alla particolare geologia del suolo.

I tecnici hanno quindi ricalibrato l’idea, fornendo due diverse proposte che – come riportato nell’interpellanza del 17 novembre 2014 – erano “in fase di vaglio”. Nella stessa data, l’allora Segretario di Stato al Territorio Antonella Mularoni sottolineava che “il costo a preventivo per la ristrutturazione dell’edificio non è ancora definito”. La stima dipendeva appunto dalla scelta tra una delle due opzioni progettuali, che sarebbero state comunque inferiori alla previsione iniziale di 3.677.455 euro.

Il contratto di appalto prevedeva la realizzazione dell’opera in 3 anni, salvo imprevisti. Quindi, anche se i lavori di restauro dell’Istituto Musicale iniziassero immediatamente, purtroppo la scuola non sarà fruibile prima di questo notevole lasso di tempo.

Degli oltre 3.500.000 € messi a preventivo una parte è però già stata spesa: mantenere montate le impalcature, infatti, comporta un costo. Al 17 novembre 2014, come si evince dalla risposta all’interpellanza, tale importo era già calcolato in 14.600 € solo per la permanenza del cantiere. Oltre a ciò, la fase di “avanzamento lavori” ammontava, nel 2014, a 93.000 €.

A fronte del suddetto dispendio di risorse, oggi la situazione appare immutata e non si intravedono vie di risoluzione immediate.

Che sta succedendo, dunque?

Il nuovo progetto selezionato è stato consegnato a inizio 2016 alla ditta che si occupa dei lavori di ristrutturazione dell’Istituto Musicale, ovvero la San Marino Strade (S.M.S. Costruzioni S.p.A.).

Attualmente, l’Azienda Autonoma di Stato Lavori Pubblici (AASLP) sta rinegoziando questo ed altri appalti con la S.M.S. Costruzioni, al fine di conservare il contratto alle medesime condizioni economiche iniziali. Tale azione, non semplice, è necessaria a causa delle molteplici problematiche emerse: la sospensione dei lavori dovuti al ridimensionamento del progetto, la contesa con la proprietà confinante e la rimozione dell’amianto. Gli intoppi riscontrati potrebbero infatti generare un ulteriore incremento dei costi. Oltretutto, anche il recente cambio di governo ha determinato un ritardo delle procedure burocratiche. Se l’intento dell’AASLP non dovesse avere successo, si dovrà mettere in campo un altro appalto.

In ogni caso, per ora è difficile sapere qualcosa in più; a differenza delle delibere del Congresso di Stato, quelle dell’AASLP risultano secretate e inaccessibili ai cittadini che volessero informarsi riguardo alla gestione del denaro pubblico.

Vi è tuttavia una certezza: l’unico suono che si può udire nell’ormai ex-sede dell’Istituto Musicale, è quello delle “monete sonanti” spese senza ottenere – apparentemente – alcun esito concreto.


© Fotografia: Chain up | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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