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COME SONO ANDATE LE ELEZIONI?

ANALISI SUI RISULTATI DI LISTE E COALIZIONI

Alle 8 di sera del 20 novembre si chiudono i seggi in tutti i Castelli della Repubblica e inizia lo spoglio delle schede. Nelle sedi dei partiti si respira tensione: quel che si poteva, è stato fatto. Ora gli oltre 260 candidati a questa tornata elettorale attendono trepidanti il responso della cittadinanza.

Il primo dato definitivo ad arrivare è quello dell’affluenza, scesa dal 63,85% del 2012 al 59,66% attuale.
Riserviamo una più accurata analisi della distribuzione dei seggi a quando essa sarà effettivamente decisa, ossia dopo il ballottaggio che avrà luogo il 4 dicembre.

Per ora, dunque, ci apprestiamo all’esaminare i dati inerenti ai voti ottenuti dalle liste e coalizioni.

SAN MARINO PRIMA DI TUTTO

San Marino Prima di Tutto si classifica prima e arriva in volata al ballottaggio con un 41,68% che è presagio – ma non certezza – di vittoria. Si conferma una coalizione a trazione democristiana che, con i suoi consensi riscossi, distacca di misura gli alleati.

PARTITO DEMOCRATICO CRISTIANO SAMMARINESE

Il PDCS regge: questa potrebbe essere l’estrema sintesi del risultato conseguito dai democristiani, che hanno ottenuto il 24,46% dei voti. Nel 2012 ne avevano guadagnati il 29,47%, avendo tuttavia Noi Sammarinesi (oggi Sammarinesi) in lista; pertanto, sottraendo alla prestazione di quattro anni fa il recente risultato della compagine di Arzilli (2,13%), osserviamo come la flessione del PDCS sia limitata al 2,88%. Una perdita molto contenuta, basti pensare che negli ultimi tre anni sono stati arrestati – o indagati –  gran parte dei leader storici di questo partito (Gabriele Gatti e Claudio Podeschi), non trascurando poi il peggioramento delle condizioni socio-economiche vissuto dalla popolazione durante gli ultimi otto anni di governo a guida democristiana. Si conferma, nonostante la ridotta perdita di consensi in questa tornata, il trend storico del PDCS, che vede il “partitone” in forte declino: a partire dal 44,13% del 1988, la balena bianco-azzurra ha visto i suoi consensi calare in maniera progressiva ma inesorabile. In caso di vittoria al ballottaggio, i democristiani avranno certamente un predominio maggiore del solito nella coalizione, viste le difficoltà degli alleati.

PARTITO SOCIALISTA

Il Partito Socialista presentatosi a queste elezioni ha subito nell’ultima legislatura importanti defezioni, fra cui quella dell’allora segretario politico Simone Celli, da poco trasferitosi in SSD, di cui è diventato capolista.
Il PS ha totalizzato un 7,70%, che denota una flessione del 4,42% rispetto al 2012. Degna di interesse è una peculiarità tutta socialista, forse eredità dei tempi andati: la percentuale dei consensi interni del garofano rosso si attesta al 6,86%, mentre nei seggi esteri risulta essere la prima lista in assoluto con un strabiliante 19,10%.

PARTITO DEI SOCIALISTI E DEI DEMOCRATICI

La scissione interna, ovvero la fuoriuscita della corrente “Progressisti e Riformisti” poi confluita in SSD, si è fatta sentire eccome: il partito di Iro Belluzzi ha infatti totalizzato solo il 7,17% dei consensi, poco meno della metà di quanto ottenne nel 2012 (il 14,32%). Oltre alla spaccatura del partito, può aver indubbiamente inciso un giudizio negativo degli elettori sull’operato del PSD come forza di maggioranza.

SAMMARINESI

Essendosi attestato al 2,13% dei consensi – e dunque lontano dal 3,5% necessario per entrare in Consiglio – il “partito dei Berti” esce ufficialmente dalla scena politica. Evidentemente è pesato il giudizio dei cittadini sull’operato di Marco Arzilli, Segretario di Stato all’Industria negli ultimi 8 anni.

ADESSO.SM

Come molti avevano previsto, la coalizione si aggiudica – con il 31,43% dei consensi – la corsa per il governo al ballottaggio all’inseguimento di San Marino Prima di Tutto.

REPUBBLICA FUTURA

Repubblica Futura, ossia la fusione di Alleanza Popolare e Unione Per la Repubblica, ha ottenuto il 9,67%. Questo risultato denota una flessione di oltre un terzo dei consensi rispetto alla somma dei voti dei due partiti che hanno dato vita a questo soggetto politico; essi, sommati, ottennero infatti il 15,02% nelle elezioni del 2012. La nuova identità, l’arretramento nelle retrovie di alcuni big di AP (Valeria Ciavatta, Antonella Mularoni e Mario Venturini), l’inserimento di alcuni volti giovani nuovi alla politica e l’alleanza con Civico10 hanno presumibilmente contribuito a mitigare il giudizio – e ad offuscare la memoria – di molti elettori sia rispetto ai 10 anni di governo di Alleanza Popolare (in perenne calo di popolarità dal 2008) che sugli ex esponenti coinvolti nel caso “Conto Mazzini” di Unione Per la Repubblica.

SINISTRA SOCIALISTA DEMOCRATICA

Sinistra Socialista Democratica è la federazione di Sinistra Unita, di LABDEM (Simone Celli e altri ex elementi del PS sotto il nome di Laboratorio Democratico) e di una corrente del PSD (Partito dei Socialisti e dei Democratici) che ha preso il nome di Progressisti e Riformisti (PER). SSD ha ottenuto il miglior risultato della coalizione con un 12,11%. Difficili i raffronti col 2012. Infatti, se si hanno dati certi per quanto riguarda Sinistra Unita (9,14%), è difficile quantificare l’apporto in termini elettorali di Simone Celli e degli altri – ufficiosamente – fuoriusciti dal partito che fu di Fiorenzo Stolfi. Occorre precisare, inoltre, che tali soggetti – al momento delle elezioni – erano ancora formalmente iscritti al PSD. Risulta tuttavia opportuno evidenziare – al netto dei primi dati sulle preferenze – che fra gli 8 più votati di tale lista, ossia coloro che verrebbero eletti al primo turno (escluso l’eventuale premio di maggioranza in caso di vittoria), l’unica eletta appartenente a Sinistra Unita sarebbe Vanessa d’Ambrosio, coordinatrice del gruppo. Quest’ultima, nel caso in cui Adesso.sm dovesse perdere al ballottaggio, verrebbe esclusa dal Consiglio poiché si è classificata soltanto settima. Certo è che questa compagine, cioè la più votata della coalizione, avrà una posizione di primo piano in un eventuale governo.

CIVICO10

Civico10 ha ottenuto il 9,27%, terzo ed ultimo classificato della coalizione Adesso.sm.
Il giovane partito ha visto un modesto aumento dei propri consensi (+2,56%) rispetto al 2012. Questo incremento è molto al di sotto delle aspettative di molti e – nell’opinione di chi scrive – rispetto alle sue potenzialità. Il grande rammarico, espresso da ambedue le parti durante la diretta di RTV durante lo spoglio delle schede, è stato quello di non aver voluto allearsi col Movimento RETE. Se ciò fosse accaduto, l’ipotetica coalizione C10 – RETE – MD-SMI, avrebbe – considerati i voti dei singoli partiti e movimenti ottenuti il 20 novembre – raggiunto abbondantemente la soglia del ballottaggio. In quell’eventualità, inoltre, il partito di Zafferani avrebbe probabilmente ottenuto molti più consensi, essendo maggiormente in grado – rispetto al movimento di Tonnini – di catalizzare il voto del centro moderato, che da Repubblica Futura (fusione di AP e UPR) si sarebbe potuto spostare in buona parte verso C10. Al di là dei possibili scenari non avvenuti, la compagine di Matteo Ciacci ha certamente subito il colpo causato dalla fuoriuscita a maggio del co-fondatore Simone Guidi nonché dell’abbandono di altri 7 suoi esponenti di spicco a settembre di quest’anno. A ciò andrà certamente aggiunto uno spostamento di voti verso la coalizione Democrazia in Movimento (RETE e MD-SMI), in seguito alla sua alleanza con i post-democristiani di RF e i post-socialisti che militano in SSD.

DEMOCRAZIA IN MOVIMENTO

La coalizione composta dal movimento RETE e da Movimento Democratico San Marino Insieme, producendo complessivamente un 23,18%, ha ottenuto una grandiosa “vittoria di Pirro”. Il primo triplica, mentre il secondo registra un buon traguardo: ciò risulta tuttavia insufficiente a conquistare la corsa al ballottaggio per il governo del Paese.

RETE

Il movimento RETE, passando dal 6,29% del 2012 all’odierno 18,33%, determina un considerevole aumento a tripla cifra: +291,41%. La compagine di Elena Tonnini si laurea seconda forza politica del Paese – e, a detta di quasi tutti i rappresentanti dei partiti, la vera vincitrice di queste elezioni – ma non raggiunge il ballottaggio. Una vittoria tattica che, tuttavia, non potrà avere importanti risultati strategici. È comunque lampante il fatto che il movimento sia riuscito ad intercettare parte dei delusi da Civico10 e molti sostenitori delle istanze di rinnovamento radicale del Paese.

MOVIMENTO DEMOCRATICO SAN MARINO INSIEME 

Il movimento, nato da pochissimi mesi, ha totalizzato il 4,49%. Un risultato certamente positivo: è infatti riuscito a superare abbondantemente lo sbarramento. Nota dolente è che, secondo l’attuale legge elettorale (la quale prevede un premio di maggioranza a scapito dei vinti), tale formazione potrà al massimo ottenere 2 seggi – anziché 3 – in Consiglio Grande e Generale. Quindi nessuna differenza di composizione con la precedente legislatura; Luca Lazzari e Federico Pedini Amati, oltre ad essere co-fondatori del gruppo, erano entrambi consiglieri indipendenti.

RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE

Le aspettative della vigilia sono rispettate: con l’1,59% dei consensi, il nuovo progetto politico – di Erik ed Augusto Casali – non ha varcato la soglia di sbarramento.

LISTA DELLE PERSONE LIBERE

Il gruppo di 15 movimenti – riuscito soltanto ad esprimere 12 candidati, ovvero il numero minimo – capeggiato dal direttore di “GiornaleSM” Marco Severini ha ottenuto il 2,12%, non potendo così oltrepassare lo sbarramento. Risultato prevedibile, ma ben al di sotto del loro obiettivo che era – per bocca del Severini – “comandare”.

© Fotografia: Magnifying glass | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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