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DIAMO I NUMERI

NELLE PROSSIME ELEZIONI CI SARANNO MOLTI MENO CANDIDATI

Alle ore 12.00 di martedì 11 ottobre è scaduto il termine ultimo per la presentazione delle candidature per le prossime elezioni politiche in Repubblica, fissate per il 20 novembre 2016. Ormai è ufficiale che in lizza alla vicina tornata elettorale ci saranno 11 liste, 9 di queste divise in tre coalizioni.
Componendo un quadro generale delle forze in campo, il primo dato evidente è che – a fronte di un pari numero di movimenti o partiti presentatisi nel 2012 – il totale dei candidati è sceso di ben 104 unità, passando dai 364 di quattro anni fa ai 260 odierni.

Le ragioni di questo calo possono essere ricercate in due fattori principali: il primo è l’introduzione della preferenza unica, il secondo è nella disaffezione della popolazione nei confronti della classe politica, un fenomeno che si manifesta soprattutto all’interno dei partiti tradizionali.
Con il referendum dello scorso 15 maggio, infatti, i sammarinesi hanno deciso di diminuire il numero dei voti di preferenza da 3 ad 1 e di restituirlo ai cittadini residenti all’estero. L’abbassamento ad un solo voto di preferenza ha certamente reso assai più complicata e pericolosa la creazione delle cosiddette “cordate elettorali”, che avvenivano nel momento in cui un politico – forte del suo seguito – decideva di indirizzare tutti o parte dei “suoi” voti verso persone di provata fedeltà. Queste ultime, poiché elette con i voti del dominus, avrebbero dovuto seguire le sue indicazioni – anche di voto – durante la legislatura, accentrando così molto potere in una sola personalità.

Ora che i cittadini hanno la possibilità di esprimere una sola preferenza, diventerebbe quindi molto azzardato dirottare parte dei propri voti su un altro candidato: così facendo, il “capocordata” metterebbe a rischio la propria rielezione. Il crollo dei candidati, specialmente nei cosiddetti partiti tradizionali, potrebbe forse essere una conseguenza del calo di “candidature di cordata”.
L’altro fattore da tenere in considerazione è l’evidente sfiducia e disinteresse nei confronti della vita politica attiva da parte di molti cittadini, anche in seguito alle indagini della magistratura che, fra il 2014 e il 2015, hanno portato a mettere sotto torchio molti dei protagonisti dell’agone politico, oltre all’arresto dei tre uomini forti della scena sammarinese degli ultimi venticinque anni: Claudio Podeschi, Fiorenzo Stolfi e Gabriele Gatti.

Passiamo ora ad un’analisi più specifica delle singole liste e coalizioni.

SAN MARINO PRIMA DI TUTTO (PDCS – PS – PSD – SAMMARINESI)

Partito Democratico Cristiano Sammarinese, Partito Socialista, Partito dei Socialisti e dei Democratici, Sammarinesi

Fatto inedito nella storia recente della politica sammarinese è il relativamente esiguo numero dei candidati fra le file democristiane: pur rimanendo in testa alla classifica con 43 candidati, il “partitone” non ha raggiunto le 60 candidature. I motivi dell’insuccesso sono probabilmente da ricercarsi nell’assenza di qualche nome ingombrante, così come nelle indagini giudiziarie che hanno travolto la balena bianco-azzurra, in particolare quelle legate al filone d’inchiesta passato agli onori della cronaca come il caso “Conto Mazzini”.
Per motivazioni analoghe a quelle del PDCS, i socialisti del PS hanno avuto un tracollo di oltre la metà dei candidati, passando dai 57 del 2012 ai 24 odierni.
Grave e paradossale è la situazione in cui versa il PSD: grave perché ha ridotto a un terzo il numero delle persone in lizza per il posto da consigliere rispetto al 2012, quando erano 60, mentre ora conta solo 21 candidati; paradossale dal momento che la parte democratica del partito si è presentata in lista con Sinistra Socialista Democratica – schierata nella coalizione Adesso.sm – senza tuttavia uscire formalmente dalle fila del PSD. Tali “dissidenti” si sono riuniti sotto la sigla della corrente interna al partito denominata “Progressisti e Riformisti del PSD” o “PER”.
Difficile invece far paragoni su Sammarinesi – unione di Noi Sammarinesi e i neonati Sammarinesi Senza Confini – dal momento che i primi alla precedente tornata elettorale si inserirono nella lista del PDCS. Per un termine di raffronto si deve andare a dieci anni fa, quando NS corse autonomamente e presentò 14 candidati, due in più di oggi.

ADESSO.SM (RF- SSD – C10)

Repubblica Futura, Sinistra Socialista Democratica, Civico10

“Se Atene piange, Sparta non ride” avrebbero detto gli antichi: se la coalizione a trazione democristiana non sembra navigare in buone acque, lo stesso si può dire per quella di centro sinistra Adesso.sm.
Repubblica Futura non ha termini di paragone sé stanti, poiché è nata negli scorsi mesi dalla fusione di Alleanza Popolare (AP) e Unione per la Repubblica (UPR). È tuttavia possibile fare un raffronto fra la somma del numero di candidati che le due liste – oggi confluite in RF – presentarono nel 2012, ovvero 33 AP e 44 UPR. Oggi l’unione di questi due partiti ha prodotto solo 34 candidati. I motivi del crollo possono ricercarsi, nel caso di UPR, nelle indagini relative al “Conto Mazzini” che ne hanno interessato alcuni noti personaggi nel corso dell’ultima legislatura.
Per quanto riguarda Alleanza Popolare, i motivi di tale perdita di appeal sono verosimilmente collegabili al progressivo calo di consensi iniziato quando, dieci anni fa, andò al governo rimanendovi ininterrottamente fino ad oggi: alle elezioni del 2006 raccolse infatti il 12,05% dei consensi, gradualmente ridottisi fino al 6,67% del 2012.
Sinistra Socialista Democratica è composta da Sinistra Unita, Laboratorio Democratico (Simone Celli ed altri fuoriusciti del Partito Socialista) e dall’area democratica del PSD, che ha presentato 30 candidati: assai pochi, se si pensa che la sola SU nel 2012 fu capace di proporne 29.
Del resto, che Sinistra Unita abbia avuto forti contrasti interni è cosa ormai evidenziata dalle numerose defezioni durante questa legislatura.
Flebile aumento è quello di Civico10, passato da 22 a 24 candidati in quattro anni. Una crescita molto debole e – a tratti – sconfortante, ma prevedibile in seguito alla spaccatura interna che ha portato alcuni mesi fa all’uscita dal movimento del cofondatore Simone Guidi e, a settembre di quest’anno, di altri 7 membri di spicco di C10.

DEMOCRAZIA IN MOVIMENTO (RETE – MDSI)

RETE, Movimento Democratico San Marino Insieme

Il movimento RETE è la compagine che più di tutti è stata capace di aumentare il numero dei candidati: ben 27, più che raddoppiati rispetto ai 13 del 2012.
Risultato ragguardevole, anche se parzialmente deludente, date le aspettative create dalla sicurezza di vittoria “anche da soli” espresse da alcuni esponenti del movimento in seguito all’esito ottenuto nei referendum del 15 maggio.
Impossibile trovare un termine di paragone per San Marino Insieme, visto che non è di per sé collegabile ad alcuna lista presentatasi nel 2012.

RINASCITA DEMOCRATICA SAMMARINESE (RDS)

Rinascita Democratica Sammarinese ha presentato 12 candidati. Anche per per questa formazione risulta impossibile rilevare termini di paragone affidabili. Occorre tuttavia precisare che in questa lista appaiono alcuni volti già noti all’agone politico sammarinese, Augusto ed Erik Casali, entrambi già militanti nel PS alla scorsa tornata elettorale.

LISTA DELLE PERSONE LIBERE (LPL)

La Lista delle Persone Libere, che vede come coordinatore Marco Severini (direttore del sito di informazione “GiornaleSM”), ha presentato 12 candidati, ovvero il numero minimo per la presentazione di un movimento alle elezioni. Un risultato – nell’opinione di chi scrive – che lascia molto a desiderare; basti pensare che, solo poche settimane fa, la LPL annunciava pubblicamente e a mezzo stampa di avere pronti “15 movimenti” con “60 candidati” supportati da “200 aderenti”. L’obiettivo, espresso dal Severini ai microfoni della TV di Stato, è quello di “comandare”. Sorgono spontanee, a questo punto, due domande. Dove sono finiti gli altri 48 candidati? Di quale seguito realmente godono questi movimenti se, essendo ben 15, hanno prodotto soltanto 12 candidati? Per la prima domanda si attende un riscontro da parte della Lista delle Persone Libere, mentre per la seconda solo la popolazione di San Marino potrà dare un’adeguata risposta.
Per quanto riguarda un raffronto, possiamo tenere come metro San Marino 3.0, oggi federatosi con la Lista delle Persone Libere: alla precedente tornata elettorale, infatti, si presentò con 16 candidati – quattro in più della LPL – raccogliendo 364 voti (l’1,84% dei consensi) senza così superare lo sbarramento.

© Fotografia: Tombola set | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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