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È UN MACELLO

LO STATO DELLA VITA NOTTURNA IN REPUBBLICA

Capita spesso di ascoltare giovani residenti a San Marino lamentare una forte carenza di strutture e punti di aggregazione in Repubblica, con particolare riferimento alle attrazioni serali e notturne. Tale mancanza viene di norma supplita dai locali che affollano la vicina riviera romagnola, con pressoché nulli ritorni economici per le attività commerciali e l’erario del nostro Paese.

Per indagare le attuali condizioni della cosiddetta movida sammarinese e i “lacci e lacciuoli” che l’attanagliano, ho parlato con alcuni esponenti della Cooperativa Culturale “Il Macello”, Matteo Righi e Andrea “Pastel Case” Reggini. Il locale è da tempo diventato una sicurezza e un conforto per tanti ragazzi in Repubblica, soprattutto nelle fredde serate d’inverno, quando il centro storico rimane silenzioso e spento.

Che cos’è “Il Macello”?

Righi:

Il Macello è una cooperativa culturale fondata nel 1979 da un gruppo di giovani che decisero di istituire uno spazio al cui interno si sarebbero potute promuovere attività di carattere ricreativo, sociale e culturale. Nel corso degli anni si sono succedute varie gestioni, diverse generazioni hanno contribuito all’idea di raggiungere il popolo sammarinese con manifestazioni culturali e musicali, anche talvolta di rottura con la nostra società: a modo suo, “Il Macello” è una sorta di locale underground. La nostra gestione prosegue dal 2004, salvo un’interruzione fra il 2009 e il 2014. Naturalmente la nostra gestione è prevalentemente un piacere, un’attività non remunerata.

Quali sono le vostre proposte, le vostre iniziative?

Righi:

Tutti i giovani – sammarinesi e non – che vogliono esprimersi in campo artistico, ad esempio musicale, hanno la possibilità di farlo qui: “Il Macello” spazio aperto. Chiunque voglia partecipare alle attività della cooperativa è sempre il benvenuto, anche per organizzare eventi.

Reggini:

Per esempio, qui suonano le “Megastrutture”, un fantastico gruppo locale che propone musica semplice, sincera, che fa star bene le persone. Anche io ho avuto la possibilità di esprimermi qui, così come molti complessi jazz e persino una band da Barcellona.

La legge impone di spegnere la musica alle ore 1.00. Come sono i vostri rapporti con la legge e le forze dell’ordine?

Reggini:

Qui bisogna fare una chiara distinzione: ci sono le leggi e c’è la polizia. La polizia fa rispettare le leggi e pertanto, se loro arrivano all’1.00 e noi abbiamo la musica accesa, applicano la legge. Il problema è che queste regole risalgono agli anni ‘30, ma in ottant’anni non si sono fatti interventi: si spendono un sacco di risorse umane e finanziarie negli eventi turistici, ma la legge non permette di farlo liberamente oltre una certa ora. Durante i giorni feriale il limite è delle 23.30, nel weekend non oltre l’1.00. In caso di segnalazione, la polizia può venire e far spegnere la musica anche fra mezzanotte e l’una. Basti pensare che, soprattutto nel weekend, la gente esce dal ristorante verso le 23.00/23.30 e con questo obbligo di spegnere la musica all’1.00, rimane un’ora, due al massimo, per ballare. Inoltre, quando sei costretto a spegnere la musica, le persone vanno a casa. Questo è un problema non solo per noi, ma anche per tutti gli altri locali del centro storico che vogliono fare delle serate o degli eventi per portare e intrattenere a San Marino tutta la mole degli studenti – anche universitari – che abitano qui.

Ecco, parliamo degli studenti. Qui in Città risiedono molti universitari: quali possibilità hanno loro di divertirsi senza dover usare l’auto e quindi recarsi a Rimini?

Reggini:

La stessa opportunità che hanno i sammarinesi: venire qua e far festa fino all’1.00. Poi possono rimanere nei locali a far quattro chiacchiere, ma senza la musica. Diversamente prendono la macchina e vanno alle feste che ci sono nel circondario. Molti studenti universitari forensi che risiedono qui, inoltre, non hanno un’automobile. Anche avendola, se hanno bevuto un bicchiere di vino non possono usarla; pertanto vanno a casa, dal momento che manca totalmente un servizio di trasporto pubblico notturno. A tal proposito basterebbe un bus che passasse ad orari prestabiliti, come ad esempio la Blue Line di Rimini.

Righi:

Vorrei aggiungere che mantenere le generazioni più giovani all’interno di San Marino – dando loro la possibilità di trascorrere delle serate qui come possono fare oggi in riviera – sarebbe un’importante risorsa per tutto il Paese. Esisterebbe una convenienza per tutti: il giovane rimane più vicino a casa e si fa girare l’economia del nostro Paese. Questo sarebbe possibile solo se ce ne fosse la volontà. Inoltre, se agli studenti universitari residenti in centro storico si offrisse qualche opportunità in più in termini di vita mondana, non è da escludere che il loro numero aumenterebbe, con tutti i vantaggi del caso. Naturalmente anche noi siamo d’accordo nell’imporre limiti: non chiediamo, per esempio, di poter mettere le casse a tutto volume sulla strada. Vorremmo però poter tirar fino a tarda notte con la porta aperta, la musica e con i ragazzi che fanno due chiacchiere per la via. Chi vive nel centro storico deve entrare nella mentalità che è proprio questo che rende un paese vivo.

Come vanno le cose con il vicinato?

Righi:

Abbastanza buoni, anche se non è mancato qualche screzio. In questi casi noi preferiremmo che gli interessati si rivolgessero direttamente a noi per cercare di spiegarci e di chiarire civilmente la situazione, senza ricevere attacchi su Facebook o addirittura minacce di chiusura.

Vogliamo concludere con una proposta alle istituzioni?

Righi:

Certo. Siccome non siamo solo noi in questo Paese a voler vivere oltre la mezzanotte, crediamo sarebbe opportuno che le istituzioni creassero un posto dove le Associazioni e le Cooperative possano organizzare eventi e tenere la musica almeno fino alle 4.00. Riusciamo a trovare un posto, e dico uno, qui a San Marino? Quest’idea va oltre a “Il Macello” e punta ad andare incontro a tutte le realtà associative della Repubblica, che sotto questo punto di vista è molto attiva.

© Fotografia: Il Macello’s activists | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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