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I PEZZI GROSSI

QUEI SAMMARINESI CHE INQUIETAVANO GLI AMERICANI

Questa fotografia, pubblicata dal periodico settimanale “Tempo” del 17 ottobre 1957, mostra Gino Giacomini e Domenico Morganti intenti a rilasciare dichiarazioni ufficiali ai tantissimi giornalisti accorsi durante quei concitati momenti. Gli operatori media erano infatti le uniche persone autorizzate a varcare i confini presidiati dai mezzi blindati dei Carabinieri italiani: i rigidi posti di blocco, un vero e proprio assedio militare alla Repubblica neutrale, perdurarono per circa quindici giorni.



I due Segretari di Stato  Giacomini agli Affari Esteri e Morganti a quelli Interni – sono stati presumibilmente ritratti nelle pittoresche stanze del Palazzo Pubblico, nel corso di una delle numerose conferenze stampa. La didascalia riferita all’immagine, così recitava: “I due esponenti maggiori del governo di tendenza comunista insediato a San Marino e detto anche ‘governo della montagna’ sono il ministro degli Interni Morgante (SIC!) e il ministro degli Esteri Gino Giacomini. Essi hanno chiesto all’Italia un’azione arbitrale (ovvero supervisionare le già annunciate elezioni politiche a San Marino, NdR)“.

Stando a quanto emerge dalla documentazione americana declassificata ben 37 anni dopo quella crisi politica, gli allora funzionari diplomatici statunitensi definivano Morganti come “un giovane comunista duro” e Giacomini “un irriducibile simpatizzante comunista”. È evidente che, seppur minuscolo ed inoffensivo, il nostro Paese destava fortemente la cosiddetta Red Scare (Paura Rossa) nell’amministrazione – nettamente anticomunista – della superpotenza d’oltreoceano.

In seguito alla conquista del governo da parte dei secessionisti dapprima insediatisi a Rovereta, entrambe le personalità istituzionali furono indotte ad abbandonare San Marino ed emigrare in Italia.


© Fotografia: Reds | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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