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LA PAROLA ALL’ESPERTO

CONSIDERAZIONI E CONSIGLI DAL RICERCATORE IN INGEGNERIA SISMICA

Trema ancora la terra in Italia. Dopo la scossa del 24 agosto, che ha letteralmente raso al suolo molti comuni dell’entroterra fra il Lazio, l’Umbria e le Marche e mietuto quasi trecento vittime, un nuovo sisma ha colpito quelle zone. In particolare, il secondo terremoto ha suscitato molta paura anche nella popolazione sammarinese, che ha distintamente avvertito anche nei giorni scorsi e si moltiplicano le testimonianze di cittadini scesi nelle strade della nostra Repubblica. La domanda ricorrente é: potrebbe accadere a San Marino? Sono andato a chiederlo ad un esperto, l’ingegner Forcellini.

Davide Forcellini è sammarinese, ricercatore in Ingegneria Sismica da 10 anni dopo un dottorato di ricerca in Gestione del rischio sismico. Collabora con l’Università della California di San Diego e Berkeley, con l’Università di Firenze per la protezione del David di Michelangelo ed è docente all’Università di San Marino, dove tiene il corso di Meccanica Computazionale. Ha lavorato un anno al PEER (Pacific Earthquake Engineering Research Center), il più grande centro di ricerca sull’Ingegneria Sismica dell’Oceano Pacifico.

Possiamo aspettarci un terremoto a San Marino paragonabile a quello che ha colpito l’Aquila, Amatrice e – proprio in questi giorni – il Maceratese?

È impossibile prevedere quando e come i terremoti avverranno, lo stesso si dica per la loro intensità. Di fatto, San Marino è nel contesto italiano, dunque non c’è una sismicità diversa da quella delle costiera romagnola. Quindi, siamo in un territorio di media sismicità.

Abbiamo memoria di terremoti devastanti che hanno colpito il nostro Paese?

L’ultimo terremoto importante che ricordiamo nella nostra zona è quello avvenuto a Rimini e San Marino nel 1916, che causò molti crolli e alcune vittime.

Qual è la situazione dei nostri edifici sotto il profilo dell’antisismica?

Nessun edificio storico è antisismico, perché le costruzioni antisismiche, soprattutto a San Marino, sono state introdotte recentemente. Se per antisismico intendiamo un edificio che segue una specifica normativa sul tema, in questo caso quasi nessun edificio pubblico è stato costruito secondo normativa antisismica.

Quindi neanche gli edifici relativamente recenti, come le scuole e l’ospedale costruiti negli anni ’80?

Le normative antisismiche in Italia c’erano anche in quegli anni, quindi, se il progettista aveva seguito quei criteri per sua propria iniziativa, sono antisismici, ma a San Marino non c’era una legge che impegnava a seguire i dettami di ingegneria sismica. Il primo intervento legislativo a San Marino si è avuta dopo il terremoto dell’Aquila e la legge è arrivata nel 2011 (Legge n.5 del 25/01/2011 NdR), quindi dovrebbe essere rispettata da quella data. Pertanto tutti gli edifici costruiti prima di quella data non sono antisismici, salvo dietro libera iniziativa personale del progettista. Ma, ribadisco, non era obbligatorio farlo.

Pensa che San Marino oggi sarebbe pronto a gestire una situazione come quella di Amatrice?

Io mi occupo anche di studiare i comportamenti della comunità di fronte ai terremoti, e ho molta paura che oggi la popolazione sammarinese non sarebbe in grado di affrontare un terremoto, poiché non è stata adeguatamente preparata. Vorrei raccontare a tal proposito un aneddoto. Quando dieci anni fa sono stato in California per la prima volta, sono arrivato in ufficio e ho trovato due fogli sulla scrivania: uno illustrava i comportamenti da tenersi in caso di incendio, uno in caso di terremoto. Per la prima evenienza abbiamo già esposti i piani di fuga, almeno nelle strutture pubbliche, mentre per il secondo caso siamo ancora indietro, e mi auguro che questa lacuna venga colmata quanto prima: abbiamo visto che, purtroppo, i fenomeni sismici sono abbastanza frequenti.

Ingegner Forcellini, quali sono i comportamenti che il comune cittadino dovrebbe adottare in caso di terremoto?

Se si è all’interno, è bene posizionarsi sotto i tavoli, oppure sotto gli stipiti delle porte, purché queste siano nelle pareti portanti. Può essere rischioso anche utilizzare le scale, ancor di più l’ascensore. Se si è all’esterno, bisogna ripararsi in un posto lontano dalle costruzioni e anche da elementi non strutturali. È importante anche allontanarsi da pendenze, per esempio i calanchi, per il rischio di frane. Se ci si ritrova vicino al mare, è bene allontanarsi quanto più velocemente possibile dalle spiagge per il rischio di maremoti e onde anomale ascrivibili al sisma.

© Fotografia: Earthquake Engineer | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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