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LA STORIA CHE NON C’È

LA REPUBBLICA È ANTICA SOLTANTO NELLO SLOGAN

San Marino è il mio Paese, la comunità in cui risiedo, l’ambiente dove si trovano le mie radici. Questa potrebbe essere la mia risposta – standard – a chi mi chiedesse una breve considerazione del luogo in cui abito.

Vivere in Repubblica, per i sammarinesi, può tuttavia significare tantissime – e diverse – cose. Ad esempio, se per qualcuno potrebbe costituire un sicuro rifugio, a parer di altri si tratterebbe di un’angusta prigione da cui evadere quanto prima.

Mentre le interpretazioni soggettive in merito si rivelerebbero molteplici, ne esiste però soltanto una ufficiale e tradizionale: San Marino è per tutti “L’antica terra della libertà”. Così, almeno, recitano i messaggi di benvenuto che campeggiano a grandi caratteri sui principali confini di Stato.

“Benvenuti nell’antica terra della libertà”.

Detto slogan, benché inflazionato, infine inorgoglisce e rinfranca la popolazione sammarinese: d’altronde, quale miglior “biglietto da visita” per il nostro Paese? L’altisonante motto, ciò nonostante, assume ovviamente differente peso a seconda di chi lo legge: quando i visitatori lo considerano indubbiamente una gloriosa massima, da molto tempo i sammarinesi – probabilmente – non vi prestano più l’adeguata attenzione.

Verosimilmente, il senso di quel solenne messaggio, potrebbe ormai consistere – agli occhi della cittadinanza – in una misera trovata pubblicitaria. Sorvolando sull’abusato e banale termine “libertà”, desidero soffermarmi sullo specifico vocabolo “antica”. Quest’ultimo, infatti, lascia intendere che la Repubblica sia una realtà protagonista di una storia tanto epica quanto rilevante, di cui lo Stato dovrebbe vantarsi e farne – ipoteticamente – tesoro. Del resto, se San Marino è davvero un’antica terra, risulta assolutamente legittimo supporre che il suo passato venga esibito – e valorizzato – con grande riguardo. A rigor di logica, è altresì plausibile che le istituzioni ravvedano innumerevoli opportunità strategiche – e dunque economiche – nel settore storico-culturale dedicato al turismo.

Le più rosee aspettative, invece, sono purtroppo smentite dai fatti: sul piano concreto, la storia – antica e contemporanea – di San Marino è pressoché assente. Difatti, in Repubblica non sussiste alcun museo – a gestione statale o privata – destinato a coloro che volessero approfondire l’epopea sammarinese nella sua interezza e peculiarità. Parziali ed insufficienti prospettive sono offerte solamente dal Museo di Stato o da quello dell’Emigrante, entrambi situati nel centro storico. Nemmeno uno degli avvincenti periodi novecenteschi è perciò contemplato da un’esposizione permanente e completa. Eppure, gli accadimenti straordinari – ben documentati – non sono certo difficili da individuare: l’epoca della ferrovia (1932-1944), il bombardamento (1944) ed il colpo di Stato (1957) sarebbero soltanto alcuni dei più importanti.

Questa tragicomica situazione non è migliore sul Web; escludendo qualche scarna ed imprecisa pagina Wikipedia, si riscontrano comunque enormi lacune in merito. I siti Internet governativi – nonché i meglio indicizzati su Google – presentano invero una laconica cronologia degli accadimenti di rilievo, oltre alla trita e ritrita leggenda del fondatore Marino. Occorre sottolineare, peraltro, che simile – e grave – carenza determina una limitatissima conoscenza della storia del nostro Paese da parte di potenziali visitatori, solitamente molto inclini all’informarsi on-line circa la loro meta.

In definitiva, si può – innegabilmente – affermare che l’accessibilità ai trascorsi sammarinesi è effettivamente compromessa. Per quanto deleterio e sconveniente, il consueto adagio “Noti a noi, ignoti agli altri” sintetizza perfettamente il fenomeno creatosi. Viene quindi spontaneo domandarsi se, forse, non sia finalmente giunto il momento di cambiare registro.

Di fronte a tutto ciò, non rimane altro che sdegnarsi e riflettere su tale drammatica condizione. In ogni caso, i lettori non dovranno disperare: uno dei principali obiettivi del magazine SUPER è proprio indagare e riscoprire gli intriganti episodi storici avvenuti in Repubblica.


© Fotografia: Meaningless | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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