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RADIO UNIVERSITÀ

PARLA IL DIRETTORE DELLA NUOVA EMITTENTE

Intorno alle ore 18:00 di martedì 21 febbraio, Usmaradio – la nuova emittente dell’Università della Repubblica di San Marino – è in onda su www.usmaradio.org. Durante l’inaugurazione di questa piattaforma, abbiamo incontrato Roberto Paci Dalò: artista visivo, compositore, musicista, regista e professore di Interaction Design presso l’ateneo sammarinese. A margine del vernissage, il docente riminese si è reso disponibile ad illustrarci meglio la struttura radiofonica da lui diretta.

Professore, vuole ragguagliarci sull’iniziativa?

La radio dell’Università di San Marino opera, fin dall’inizio, localmente e globalmente. Le collaborazioni partono dagli studenti, docenti, ricercatori dell’Università, fino ad una rete abbastanza ampia dislocata in giro per il mondo. La radio lavora, fondamentalmente, su tutto quello che non si sente nelle altre radio. Quindi non passa Vasco, Ligabue e nemmeno Modena City Ramblers: diciamo che è la radio dell’1%, come Bernie Sanders. Trasmettiamo di tutto, cercando però di creare un palinsesto un po’ eccitante.

La radio sarà in streaming online?

È online, infatti www.usmaradio.org è il dominio dal quale si può accedere.

Com’è nata questa idea?

È nata direttamente da una conversazione di circa un anno fa, con il Rettore Corrado Petrocelli, il quale da anni aveva questo desiderio latente. Dopodiché, in un incontro con Michele Zannoni – che è il Direttore della Magistrale di Design – c’è stata proprio una scintilla, anche perché io lavoro con la radio fin dal 1989. Quando ero nei Lupetti, con gli altri bambini, organizzavamo già delle piccole trasmissioni radiofoniche. Da quel momento abbiamo iniziato il primo progetto, prodotto in Austria, e da lì non mi sono mai fermato. Sono un appassionato radiofonico, quindi c’è una convergenza molto precisa di passioni e di interessi. Negli anni ’90 ho inoltre creato un festival – che si svolgeva tra Rimini e San Marino – chiamato “L’arte dell’Ascolto”, ovvero il Festival Internazionale della Radio supportato da Rai e Radio Svizzera.

Tornando al vostro palinsesto, darete spazio a musica che non è accolta nei canali convenzionali?

Ci sarà musica che non si ascolta solitamente in radio. Qualunque altra cosa che non sia pop rock e simili, noi la trasmettiamo.

Per quanto riguarda i programmi, invece?

Ci sono programmi di tutti i tipi e tra l’altro, un elemento importante di Usmaradio è proprio la sezione “Archivio”, che è proprio il cuore del sistema. Tramite podcast, dunque, organizziamo i nostri archivi e gli studi di Usmaradio, oltre che qui in Università, sono negli smartphone dei nostri collaboratori. Ne abbiamo, ad esempio, nel nord dell’India, Shangai, New York, Vancouver, Weimar… ovunque, poiché con i loro dispositivi possono fare dei programmi in diretta.

È stato annunciato un bando che scadrà il 15 marzo. Cosa concerne?

C’è un bando per scegliere lo station manager, cioè chi starà quotidianamente nei locali di Usmaradio all’Antico Monastero di Santa Chiara. Questa persona, assieme al nostro gruppo di lavoro, gestirà ogni giorno la radio. L’Università ha voluto investire circa 15.000 € e ci sarà quindi un compenso per questo sano lavoro.

Gli studenti come hanno recepito questo progetto?

Non ne sono dispiaciuti, peraltro mi è già arrivato un elenco infinito di proposte per programmi. È successo tutto negli ultimi 114 minuti, per cui il mood mi sembra buono.

Usmaradio è un’iniziativa che può mettere l’Università e il Paese in contatto con pubblico ed artisti internazionali, aprendo per il Titano uno sbocco sul mondo. La nuova piattaforma sembra portare, finalmente, un fresco vento di gioventù ed entusiasmo a San Marino: forse è proprio di questo che la Repubblica ha disperato bisogno.


© Fotografia: Classroom | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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