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SETE DI POTERE

VIVERI ED ARMI DALL’ITALIA?

Questa fotografia, pubblicata dal periodico settimanale “L’Europeo” del 13 ottobre 1957, mostra due miliziani democristiani impegnati nel disinfettare l’acqua all’esterno del “capannone” roveretiano. Degna di interesse, in primo piano, la fascia da braccio bianco-azzurra che identificava i fiancheggiatori del cosiddetto “governo provvisorio” stabilitosi nella fabbrica in costruzione di Rovereta.

L’edificio, benché incompleto e quindi sprovvisto di impianti, diventò infatti la sede del quadrumvirato secessionista capeggiato dal leader DC Federico Bigi. Gran parte della struttura era circondata da alte mura prefabbricate in cemento, ben visibili nell’immagine, divenute poi un elemento molto ricorrente nelle cronache di quei drammatici giorni.



Secondo alcuni giornalisti dell’epoca, i secessionisti furono riforniti – di viveri ed armamenti moderni – da non meglio specificate autorità italiane. Considerata la sua effettiva prossimità al confine di Stato, il quartier generale DC fu certamente meta di importanti personalità giunte da territorio straniero; non è da escludersi, pertanto, un più o meno informale approvvigionamento esterno di materiali utili alla causa democristiana.

Un particolare, infine, risulta curioso: sebbene la didascalia della rivista descriva il momento quale “disinfezione dell’acqua”, i due uomini ritratti maneggiano dei fiaschi, ovvero i recipienti comunemente noti per contenere vino. Che stessero preparando il brindisi per l’ormai sicura vittoria sui socialcomunisti?


© Fotografia: Supplies | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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