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TUTTO È STATO COSTRUITO AD ARTE?

LE FANTASIOSE IPOTESI DI MARCO SEVERINI

In seguito alla propria debacle elettorale, Marco Severini, da impetuoso coordinatore politico – della Lista delle Persone Libere – è mestamente ritornato al suo precedente ruolo: quello di gestore del sito “Giornale.SM”. D’altronde, il clamoroso – e bruciante – fiasco conseguito dal suo agglomerato di fantomatici movimenti costituisce, comprensibilmente, qualcosa da far dimenticare il più in fretta possibile.

E così, tra un copia-incolla e l’altro, il Direttore ha pensato bene di sfruttare la scia di un articolo che non è stato in grado di ideare o scrivere, come quello riguardante il dramma del lavoro irregolare in ospedale. L’inchiesta a firma di Giovanni Zonzini, oltre ad aver riscosso un notevole successo sul web, è stata riportata anche dal quotidiano “L’informazione di San Marino” del 4 gennaio. Un esito, questo, che avrà probabilmente fatto impallidire Severini, il quale non perde mai occasione di auto-celebrarsi attraverso il suo insuperabile blog. Infatti, uno degli ultimi post della pagina recita: “04.01.2017 – 101 articoli pubblicati alle 23.07. Ottimo! Nessuno come Giornalesm.com. Un bravo al Direttore Severini e ai collaboratori”. Nemmeno uno dei suoi affezionatissimi lettori, però, ha avuto l’ardire di chiedere quanti di quei contenuti fossero effettivamente opera della raffinata penna severiniana o dei suoi ignoti aiutanti.

Quale miglior opportunità, dunque, per conquistarsi visibilità e contemporaneamente delegittimare il tanto odiato autore diciottenne, già precedentemente minacciato di querela?

La risposta è presto detta: pubblicare uno scoop inerente l’estensore dell’articolo in oggetto, ossia “Strane presenze in corsia”. Tale inchiesta, diffusa da SUPER il 3 gennaio, fa luce sul fenomeno del presunto lavoro nero in alcuni ambienti ospedalieri. La sensazionale notizia – apparsa il giorno seguente su “Giornale.SM” – consiste nell’informare il pubblico della parentela tra Giovanni Zonzini e Barbara Bartolini, Operatrice Socio Sanitaria qualificata e madre dello stesso. Secondo il perspicace fiuto del Direttore, difatti, l’iniziativa editoriale di SUPER consisterebbe in un non meglio specificato “arcano” da svelare: a suo avviso, “tutto è stato costruito ad arte” per interessi personali.

Riporto, pertanto, le pesanti allusioni espresse da Severini (eventuali imperfezioni sono autentiche):

“[…] quello che ci domandiamo è perché lo stesso estensore dell’articolo non abbia detto che anche sua mamma è una badante (vedi foto, la mamma è la Bartolini Barbara) regolarmente iscritta nella lista delle OSS? Con questo articolo voleva agevolare sua mamma nell’accaparrarsi clienti oppure è in buona fede e voleva solo denunciare una situazione di lavoro nero? […] Voleva agevolare sua mamma? Domande che molti si stanno facendo ora, dopo che Giornalesm.com ha scoperto che proprio sua mamma è direttamente interessata ed è lei stessa una badante (OSS)”.

Sorvolando sui “molti” che – a detta del Direttore – fossero a porsi le suddette domande, è doveroso precisare quanto segue: Barbara Bartolini non è una badante, bensì una Operatrice Socio Sanitaria e con Codice Operatore Economico. Così come la sua collega Elena Falconi, è l’unica a possedere le necessarie qualifiche professionali e regolare posizione fiscale. Inoltre, entrambe risultano iscritte nella lista per l’assistenza integrativa all’interno dell’Ospedale.

Il fatto che Giovanni Zonzini sia il figlio, non incide minimamente sulla veridicità di quanto presentato nell’articolo da lui firmato; semmai, si potrebbe ritenere che la “fonte” di informazioni sia estremamente attendibile. Non ha alcuna rilevanza, in questo caso, una parentela – più o meno stretta – tra chi denuncia dinamiche reali (lavoro nero, sfruttamento, evasione fiscale e concorrenza sleale) e quelli che le subiscono. La sola colpa di Bartolini e Falconi è, quindi, l’ostinarsi a rispettare le regole; quella di Zonzini, invece, implica l’aver dato voce a chi non ne ha. Questa impressione è stata manifestata anche da parte di alcuni lettori di “Giornale.SM”, che sulla relativa pagina Facebook hanno commentato lo “scoop” severiniano. Tali esternazioni sono state puntualmente – e prontamente – rimosse dal sedicente paladino della libera espressione.

L’altra “scoperta”, pubblicata poche ore dopo su “Giornale.SM” e titolata “Questione lavoro nero badandi” (Sic!), è uno screenshot della email inviata alla stampa da Elena Falconi (OSS), dal quale si evince che il mittente risulta essere l’account di Barbara Bartolini. A detta del sagace Severini, tale fatto è la “prova” che dimostrerebbe una macchinazione – artefatta – finalizzata a potenziali tornaconti personali. Vorrei tranquillizzare il Direttore: Barbara è semplicemente amica e collega di Elena, che in quel momento era impossibilitata ad accedere alla sua casella di posta elettronica. Volendo davvero cercare lati oscuri in questa vicenda, ci si dovrebbe forse domandare chi abbia inviato la missiva privata a Severini, dal momento che quest’ultimo non rientrava fra i destinatari.

Ricapitolando: il 3 gennaio SUPER diffonde una precisa e ben circostanziata denuncia di gravi fenomeni distorsivi legati all’assistenza agli anziani, il giorno seguente Marco Severini compone ben due contenuti in cui tenta – tramite gossip e insinuazioni di bassa lega – di osteggiare e svilire l’azione intrapresa dall’autore. A chi giova? Non certo a quelli che provano ad operare nella legalità e nella professionalità. Inoltre, forti motivi lasciano supporre che l’attacco sia stato dettato da un perdurante astio verso Giovanni.

Nel 2014, infatti, Zonzini – all’epoca sedicenne – dismise una breve collaborazione con “Giornale.SM”, a causa di palesi incompatibilità ambientali ed editoriali. Pochi mesi dopo il fatto, Severini ebbe uno scontro – in chat privata – col ragazzo, durante il quale, il Direttore non lesinò (dall’alto dei suoi allora 46 anni) discutibili apprezzamenti negativi verso la sua persona. Peraltro, ha recentemente annunciato a mezzo social media querele – per diffamazione e libello famoso – nei confronti di Giovanni Zonzini e Cristiano Pezzi, in ragione della loro attività satirica condotta sul periodico “L’Ausania”.

Non avrei desiderato replicare agli “scoop” di Severini, se non fosse che le sue azioni hanno – seppur maldestramente – tentato di gettare discredito sulla famiglia e sull’operato dell’autore di SUPER, distogliendo così l’attenzione dall’importante tematica analizzata nella nostra inchiesta.

Tanto si doveva.

P.S. Per la cronaca, tengo a precisare che tra me e Giovanni Zonzini non risultano legami di parentela.


© Fotografia: Incompleteness | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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