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UNA BELLEZZA TRASCURATA

LA STORIA DELL’EDIFICIO CHE OSPITAVA L’ISTITUTO MUSICALE

La costruzione della storica sede dell’Istituto Musicale Sammarinese risale alla seconda metà dell’Ottocento, come risulta effettivamente dalle mappe catastali. L’edificio è stato progettato dal proprietario di allora – l’avvocato notaio Federico Martelli – che ne abbellì la facciata con un piccolo balcone centrale, decorando inoltre le diverse aperture e gli angoli con pietra locale di San Marino.

L’originale e rigoglioso giardino pensile, collegato mediante una scala ad un orto sottostante, caratterizzava il lato posteriore dell’abitazione. Nel 1910 Martelli morì e, a causa del cambio di proprietà, l’edificio subì diverse trasformazioni specialmente nella parte retrostante: la suddetta area verde fu invero rimossa e venne sostituita da un ampio terrazzo.

Lo stabile, una rilevante presenza nella storia del Castello di Borgo Maggiore nonché coevo alla celebre Villa Manzoni, è pertanto catalogato quale “edificio monumento” di elevato valore storico.
La casa Martelli ha costituito per anni un punto di riferimento e di ritrovo per i borghigiani.

Il fabbricato era però anche un luogo di rappresentanza; considerata la sua architettura elegante e signorile, veniva spesso utilizzato per incontrare importanti personalità istituzionali. Peraltro, successivamente i Padri Salesiani svolsero ivi la loro attività: la loro fondazione “San Giovanni Bosco” fu attiva dal 1922 sino al 1964. Durante quel periodo, le proposte ricreative dei frati hanno infatti richiamato una grande partecipazione da parte dei cittadini.

Nel 1975 l’immobile, che già ospitava la Società Corale San Marino e la Giunta di Castello di Borgo Maggiore, divenne altresì sede dell’Istituto Musicale Sammarinese. Nonostante l’incrementata frequentazione, sin dalla metà degli anni Ottanta erano tuttavia riscontrabili le precarie e preoccupanti condizioni strutturali della costruzione, quando lo stesso Maestro Cesare Franchini Tassini lanciò un accorato appello affinché fosse finalmente posto rimedio. Così – nel 1985 Tassini descriveva le carenze:

“Il vecchio edificio è privo sotto ogni aspetto dei comfort necessari: porte, finestre ormai cadenti e il portone d’ingresso rappresentano ormai pezzi da museo cui manca completamente il restauro; scale e pavimenti pericolosi, impianto elettrico talmente vetusto che si rischia di rimanere fulminati. Non esiste un auditorium, deficienza che è la più rimarchevole poiché non esiste scuola musicale degna di tale appellativo che non possieda l’ambiente adatto dove svolgere pubblicamente esercitazioni, saggi e concerti. Vane sono state le nostre numerose richieste a proposito: molto è stato promesso ma ancora nulla mantenuto”.

Con il passare del tempo, una totale ristrutturazione dell’edificio si è resa quindi doverosa e non più procrastinabile. Per questa ragione, nel 2008 è stato indetto il concorso “Le note dell’architettura” che ha visto vincitrice l’idea dell’architetto Antonella Salvatori. Inizialmente il piano di lavoro comprendeva soltanto il restauro dell’edificio Martelli, ma in seguito è stata inclusa anche la struttura adiacente. Il progetto iniziale prevedeva una serie di aule per le lezioni, una sala auditorium per concerti o spettacoli, gli ambienti di servizio, gli uffici, la biblioteca e l’ingresso affacciato sul giardino. Esso è stato poi ridimensionato, poiché durante la progettazione esecutiva si è riscontrato che costruire l’auditorium avrebbe comportato un elevato aumento di spesa, nonché problemi di edificazione relativi alla geologia del suolo. Per questo motivo un nuovo progetto di dimensioni più ridotte è stato consegnato ma, per quanto fondamentale ed affascinante, la riqualificazione è purtroppo rimasta soltanto sulla carta. Difatti, i lavori presso l’Istituto sono attualmente bloccati in una sconfortante fase di stallo cominciata circa cinque anni fa.

Pare proprio che, come accade sovente a San Marino, l’adeguata valorizzazione di beni storici non rientri nelle principali priorità della classe dirigente.


© Fotografia: Choral Society | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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