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VERSO LA FIBRA OTTICA

SISTEMA ANTIQUATO O INNOVATIVO: QUALE SCEGLIERANNO I SAMMARINESI?

Se stai leggendo questo articolo è perché – quasi certamente – spesso ti trovi a imprecare contro le basse prestazioni della rete Internet sammarinese. Beh, abbiamo delle buone notizie per te. Qualcosa, infatti, si sta muovendo.

Ad inizio anno, alcuni cittadini – in particolare quelli del Castello di Serravalle – hanno ricevuto una lettera dell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici (AASS), con la quale si comunica la possibilità di essere collegati gratuitamente alla rete in fibra ottica già a disposizione degli uffici pubblici e delle forze dell’ordine. Il costo sarà a carico dell’Azienda. L’utente dovrà limitarsi ad incaricare uno degli installatori abilitati dall’elenco allegato alla comunicazione, il quale – dopo essersi coordinato con AASS – provvederà poi a portare direttamente “in casa” la fibra.

Il progetto di AASS è chiaro: collegare tutte le aziende e le case sammarinesi con la fibra ottica di proprietà pubblica e, dopodiché, lasciarne la gestione – dietro pagamento di un canone – ad aziende specializzate in servizi di TLC. L’obbiettivo è meritorio e potrebbe riportare l’antica Repubblica al passo coi tempi, addirittura davanti all’Italia, che risulta essere – nell’ambito della velocità di connessione ad Internet – uno dei fanalini di coda del vecchio continente.

Le radici del “problema italiano” sono state ben esposte da Giacomo Galeazzi Ilario Lombardo su “La Stampa” del 3 aprile 2016: “La causa principale dei ritardi risale a una privatizzazione mal gestita che ha regalato la proprietà della rete fissa all’ex monopolista Telecom […]. Quando il rame sembrava la miglior soluzione, la compagnia investì in rame. Quando si cominciò a parlare di fibra ottica, rimase al rame. Una delle migliori reti in rame del mondo, ma cosa te ne fai quando le performance più efficaci ormai viaggiano su fibra?”

La risposta, naturalmente, è che te ne fai ben poco; ma tanto deve bastare se è vero che i 13 mld di € di valore – detenuto da quella rete – sono l’unica garanzia del debito contratto dall’azienda con le banche, come spiegato da Maurizio Matteo Dècina (ex presidente dei piccoli azionisti Telecom) nel medesimo articolo apparso sul quotidiano italiano.

L’attuale infrastruttura in rame che copre capillarmente anche San Marino, qualora si passasse rapidamente alla fibra ottica, quale valore avrebbe? Probabilmente solo quello del peso del metallo.

Di fronte a questa situazione, Telecom Italia San Marino sta correndo ai ripari proponendo ai propri utenti un’offerta di allacciamento al sistema di fibra ottica di carattere “misto”, ossia l’FTTC (Fiber To The Cabinet). L’azienda – da noi interpellata – dichiara che Fiber to the cabinet è il sistema in cui la fibra arriva “fino all’armadio di rete e, da lì in poi, utilizzando il cavo di rame già presente fino a casa del cliente”.

Volendo mettere a confronto un’infrastruttura in rame ed una in fibra, potremmo paragonare la prima ad un sentiero e la seconda ad un’autostrada. In un FTTC, i dati – uscendo da casa nostra – avviandosi verso l’A14, dovrebbero passare per una stradina in ghiaia, e lo stesso passaggio inverso si rivelerebbe al ritorno. Al contrario, con un sistema FTTH (Fiber To The Home), si potrebbe imboccare l’autostrada direttamente dal garage di casa.

Fuor di metafora, a parità di efficienza dell’operatore, è innegabile come il secondo sia più performante del primo, che utilizza – almeno nell’ultimo miglio – il rame. Questo metallo, oltre a permettere velocità nettamente inferiori alla fibra ottica, è molto più vulnerabile a rotture e usura, con conseguente caduta delle prestazioni. Inoltre, l’FTTC è soggetto – in virtù del materiale che compone l’ultimo tratto – ad un’ulteriore variabile: la distanza fra la postazione dell’utente (ad esempio l’abitazione) e l’armadio di rete.

Secondo quanto appare sul sito di TISM, infatti, la lontananza e i potenziali rallentamenti sono direttamente proporzionali. Nei dettagli riguardanti l’offerta, si apprende che “la velocità del collegamento è in funzione della posizione dell’abitazione del cliente”. Simile problematica non si riscontra con una rete FTTH.

Vi è un altro fattore, tuttavia, nel contratto proposto da TISM su cui vale la pena soffermarsi: quelli che sottoscriveranno l’offerta saranno vincolati per due anni. L’azienda dichiara che l’utente “Nel caso in cui voglia interrompere il contratto prima del periodo minimo previsto perderà semplicemente i benefici della promozione e degli sconti di cui ha usufruito in fase di attivazione dell’offerta”. La dichiarazione, però, sembra apparentemente in contrasto con le informazioni riportate dal sito di Telecom Italia San Marino, in cui è scritto che la “durata minima del contratto” è di “24 mesi (in caso di disdetta anticipata sarà richiesto un corrispettivo pari a 90€)”.

Nel XXI secolo, lo sviluppo economico di un paese nei settori avanzati è strettamente legato alle infrastrutture “virtuali”. Non solo l’utilizzo domestico, ma anche e sopratutto quello aziendale, necessita di una connessione Internet in grado di poter gestire – nel download e nell’upload – file che diventano sempre più grandi, rendendo di fatto inadeguata la rete in rame.

A tal proposito San Marino, come si è visto, è in condizione di fortissimo ritardo. La fibra ottica è ciò che sarà. Il rame è ciò che è stato. Per intraprendere un’innovativa e solida ripresa economica è necessario agire rapidamente: l’inarrestabile progredire della tecnologia impone alla Repubblica di scegliere se affacciarsi al futuro o ancorarsi, ancora una volta, al passato. Questa è la reale posta in gioco.


© Fotografia: Transformer room | Luca “Zeta” Zonzini / ZZ

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